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Cortina D'Ampezzo, la Perla delle Dolomiti

 

 
 
 

Nella parte più settentrionale della valled'Ampezzo, già in antico veniva praticata la pastorizia; alcuni toponimi ci avvertono di una presenza celtica ( Gòtres-Antròiles-Leròsa), ma non vi sono mai stati insediamenti fissi; la presenza dell'uomo pastore è sempre stata stagionale. Anticamente, l'attuale zona del Parco era divisa, pre lo sfruttamento dei pascoli, tra le Regole di Larieto e Vinigo; alla seconda i cui consorti abitavano a venti chilometri di distanza da Ampezzo, in Cadore, spettavano i pascoli di Gòtres e Leròsa, la valle del Felizon e la val Travenanzes (si spiega così il toponimo "Ponte dei Cadoris" allo sbocco della val Travenanzes). Nel 1412 dopo uno scontro con le milizie del Duca d'Austria verso Cimabanche, alcuni uomini di Vinigo furono presi prigionieri; il riscatto di 500 ducati d'oro, che i vinighesi non possedevano, venne offerto dalle Regole di Larieto in cambio dei pascoli di loro spettanza, e da quel momento essa divenne proprietaria di tutto il territorio.

"Sotto il Castello di Botestagno" attribuito ad uno dei fratelli Ghedina. Luigi (1829-1900) e Giuseppe (1835-1896)

Chiesa di Ospitale (XIII)

Le comunicazioni con il nord sono state legate fin dall'antichità ad una strada che congiungeva la valle del Boite alla Pusteria attraverso i territori dell'attuale Parco; essa, dopo aver risalito la valle fino allo sbocco del rio Felizon ed averlo superato con un ponte, si inerpicava sul fianco della rocca su cui troneggiava il Castello di Botestagno per uscirne in direzione di Dobbiaco; poco più asvanti sorgeva l'ospizio di Ospitale al quale nel 1226 venne affiancata la Chesa di San Nicolò protettore dei viandanti, costruita dalla Comunità di Ampezzo. Tuttora esistente e recentemente restaurata, la Chiesa è il più antico monumento della storia d'Ampezzo. Il transito sulla strada che conduceva verso il Tirolo è sempre stato intimamente legato al Castello di Botestagno, all'ospizio ed alla Chiesa di Ospitale; il primo per la sua posizione strategica sopra la strada, i secondi come luoghi di ristoro e di culto per chi la percorreva. Il Castello di Botestagno, costruito presumibilmente verso l'anno 1000, fu abbandonato verso il 1700 ed allora la comunità di Ampezzo fece costruire una strada più comoda che permetteva di collegare il Cadore, l'Ampezzano con la Pusteria.
Dopo le guerre napoleoniche il governo austriaco ritenne di dover effettuare il collegamento con una nuova strada da Dobbiaco a Conegliano, strada detta di "Alemagna", che fu ultimata nel 1831; il tracciato della Alemagna è per certi tratti ancora utilizzato come sede dell'attuale strada nazionale. Lo scoppio del I° conflitto mondiale nel 1914, sconvolse la vita agreste dei regolieri; in quell'anno, il comando militare di Bressanone ordinò di costruire in tutta fretta una linea difensiva che attraversava da est ad ovest tutto il territorio dell'attuale area protetta, da Cimabanche per Gòtres, Son Pòises, Progòito, Travenanzes fino al Lagazuoi. Sui versanti nord del Forame e della Tofana si attestò la linea opposta, e dopo due anni di aspri combattimenti con migliaia di soldati (15'-18'), il territorio venne ampiamente disboscato e distrutto. Ci vollero parecchi anni per ripulire i residuati e certi ambienti naturali portano tuttora il segno delle vecchie ferite; lungo tutta la linea sono rimaste diverse opere e manufatti a testimonianza di quel tragico evento.

 

 

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